Indice articoli

  1. La compravendita
  2. I terreni agricoli
  3. I fabbricati rurali
  4. Fabbricati rurali strumentali
  5. Fabbricati rurali abitativi

La compravendita

Il trasferimento della proprietà dei fondi agricoli, siano essi piccoli appezzamenti di terreno o intere tenute, è regolato da normative specifiche, spesso molto complesse. Accanto agli aspetti comuni a tutte le compravendite immobiliari (le verifiche sulla proprietà e libertà da ipoteche, pignoramenti e altri vincoli, la regolarità edilizia e catastale dei fabbricati, la destinazione prevista dagli strumenti urbanistici, le modalità di pagamento del prezzo e le recenti norme sugli impianti e sulla certificazione energetica degli edifici), occorre infatti tenere conto delle regole peculiari sulla prelazione agraria e sui fabbricati rurali, nonché dell'eventuale presenza di diritti particolari o titoli all'aiuto.
E' inoltre necessario conoscere a fondo le norme che disciplinano le figure del coltivatore diretto e dell'imprenditore agricolo professionale, e le regole sui diversi tipi di società agricole, come risultanti dalla riforma del 2004, per verificare con precisione la possibilità di godere delle diverse agevolazioni fiscali, dalla piccola proprietà contadina (p.p.c.) al compendio unico.
Tutti questi aspetti sono strettamente connessi tra di loro, ed è necessario tenerne conto già dalla fase della contrattazione preliminare.
Ricordiamo anche che le definizioni fornite dalle varie norme che regolano le diverse materie sono spesso differenti tra loro, perché dettate dal legislatore in momenti storici diversi, e con diverse finalità. Un tipico esempio è la definizione di coltivatore diretto, che non coincide nella normativa fiscale e in quella relativa al diritto di prelazione agraria.
Per tutte queste ragioni, è opportuno farsi assistere da chi è abituato a trattare queste materie, spesso trascurate da chi non vive a stretto contatto con il mondo agricolo.

I terreni agricoli

Il fondo agricolo, o fondo rustico, è costituito anzitutto dal terreno destinato all’attività agricola, ma comprende anche le sue eventuali pertinenze, cioè i manufatti o fabbricati posti al servizio dell’attività agricola.
Nel concetto di fondo agricolo rientrano dunque i terreni di qualsiasi genere destinati alla coltivazione agricola, alla silvicoltura o all’allevamento degli animali. Possono inoltre esservi compresi i fabbricati strumentali all’attività agricola, come per esempio le costruzioni destinate al ricovero degli attrezzi agricoli o alla conservazione dei prodotti agricoli dopo il raccolto, le serre, le stalle, ma anche i fabbricati destinati ad abitazione dell’imprenditore agricolo o dei suoi dipendenti.
In linea di principio, quasi tutti i terreni si prestano alla coltivazione agricola, ma per molti aspetti assume rilevanza anche la destinazione prevista negli strumenti urbanistici, cioè nei documenti predisposti dagli enti locali territoriali per pianificare l’utilizzo del territorio. La destinazione urbanistica “agricola” risulta fondamentale, per esempio, sia al fine dell’applicazione delle agevolazioni fiscali sull’acquisto dei fondi agricoli, sia nell’ambito dei requisiti previsti per l’esercizio del diritto di prelazione agraria.
Le singole norme di legge, ma anche la prassi e la giurisprudenza, hanno dunque contribuito a delimitare il concetto di terreno agricolo in relazione a specifiche finalità.

I fabbricati rurali

I fabbricati rurali sono gli edifici posti al servizio di terreni agricoli, in quanto utilizzati in modo strumentale all’attività di coltivazione, oppure quale abitazione dell’imprenditore agricolo. Questi fabbricati godono di un regime fiscale agevolato, a condizione che siano presenti tutti i requisiti previsti dalla legge (art. 9 del d.l. 30 dicembre 1993, n. 557, convertito dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, e modificato dall'art. 42-bis del d.l. 1 ottobre 2007, n. 159, convertito con modificazioni dalla legge 29 novembre 2007, n. 222).
In passato i fabbricati rurali erano censiti esclusivamente nel Catasto Terreni, proprio perché considerati pertinenze dei terreni agricoli su cui sorgevano, e pertanto privi di autonoma capacità reddituale. Ciò aveva dato luogo a molti problemi in relazione a quei fabbricati che perdevano i requisiti di ruralità, perché non più utilizzati per l’esercizio dell’attività agricola. Il caso più frequente è quello della cascina venduta dall’agricoltore a un soggetto che la utilizza come seconda casa.
In seguito, la legge ha introdotto l’obbligo di censire i fabbricati rurali al Catasto Fabbricati, con le stesse modalità previste per le costruzioni urbane. Dopo numerosi rinvii, il termine per l’accatastamento di tutti i fabbricati rurali esistenti è scaduto il 30 settembre 2012. Entro tale data dovevano essere dichiarati al Catasto Fabbricati tutti i fabbricati rurali che ancora risultavano iscritti solo al Catasto Terreni, con conseguente attribuzione della rendita catastale.
Contemporaneamente poteva essere presentata un’autocertificazione del proprietario relativa alla sussistenza dei requisiti di ruralità, con la procedura prevista dalle disposizioni attuative (decreto del Ministero dell’Economia del 26 luglio 2102 e circolare dell’Agenzia del Territorio n. 2/T/2012).
Dopo vari ondeggiamenti, la legge ha stabilito che i fabbricati rurali vengono iscritti in catasto secondo le qualità e classi ordinarie, in base alle caratteristiche dell’immobile, e non necessariamente nelle categorie D/10 e A/6, come era previsto in precedenza. La sussistenza dei requisiti di ruralità risulta nella banca dati catastale mediante apposizione della specifica annotazione, ed è riscontrabile anche nella relativa visura.
La presentazione della dichiarazione relativa alla sussistenza dei requisiti di ruralità entro il termine del 30 settembre 2012 consentiva di qualificare il fabbricato come rurale ai fini fiscali, ai fini dell’applicazione delle specifiche agevolazioni sull’Imu, a partire dal 1° gennaio 2012, ma anche di evitare il pagamento dell’Ici relativi ai cinque anni precedenti.
Per i fabbricati che acquisiscono i requisiti di ruralità a partire dal 1° ottobre 2012, è la dichiarazione di sussistenza dei requisiti di ruralità deve essere presentata entro 30 giorni, con la stessa procedura (decreto del Ministero dell’Economia del 26 luglio 2102 e circolare dell’Agenzia del Territorio n. 2/T/2012), e ad essa consegue l’apposizione dell’annotazione nella banca dati catastale.
Ciò è possibile anche per i fabbricati rurali per i quali i requisiti di ruralità erano già presenti al 30 settembre 2012, ma il mancato rispetto di tale termine comporta l’inapplicabilità delle agevolazioni relative all’Imu 2012 e all’Ici per i cinque anni precedenti. La dichiarazione di ruralità, dunque, produce effetti solo dal momento in cui viene apposta l’annotazione in catasto.
Ricordiamo infine che in caso di perdita dei requisiti di ruralità, occorre rimuovere l’annotazione di ruralità dalla banca dati catastale, mediante semplice richiesta di cancellazione.

Fabbricati rurali strumentali

Ai fini fiscali sono considerate fabbricati rurali le costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell’attività agricola di cui all’articolo 2135 del codice civile e in particolare destinate:

a) alla protezione delle piante;
b) alla conservazione dei prodotti agricoli;
c) alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione
e l’allevamento;
d) all’allevamento e al ricovero degli animali;
e) all’agriturismo, in conformità a quanto previsto dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96;
f) ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento;
g) alle persone addette all’attività di alpeggio in zona di montagna;
h) ad uso di ufficio dell’azienda agricola;
i) alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
l) all’esercizio dell’attività agricola in maso chiuso.

Fabbricati rurali abitativi

Sono considerati fabbricati rurali anche gli edifici destinati ad uso abitativo, se ricorrono le seguenti condizioni:

1) il fabbricato deve essere utilizzato quale abitazione da uno dei seguenti soggetti:
- dal titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sul terreno, avente la qualifica di imprenditore agricolo e iscritto nel registro delle imprese, per esigenze connesse all’attività agricola svolta;
- dall’affittuario del terreno stesso o dal soggetto che con altro titolo idoneo conduce il terreno a cui l’immobile è asservito, avente la qualifica di imprenditore agricolo e iscritto nel registro delle imprese;
- dai familiari conviventi a carico dei soggetti di cui sopra, risultanti dalle certificazioni anagrafiche, oppure da coadiuvanti iscritti come tali a fini previdenziali;
- da pensionati a seguito di attività svolta in agricoltura;
- da uno dei soci o amministratori delle società agricole (di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99), aventi la qualifica di imprenditore agricolo professionale e iscritte nel registro delle imprese;
2) il terreno cui il fabbricato è asservito deve avere superficie non inferiore a 10.000 metri quadrati ed essere censito al Catasto Terreni con attribuzione di reddito agrario. Qualora sul terreno siano praticate colture specializzate in serra o la funghicoltura o altra coltura intensiva, ovvero il terreno è ubicato in comune considerato montano ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1994, n. 97, il suddetto limite viene ridotto a 3.000 metri quadrati;
3) il volume di affari derivante da attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve risultare superiore alla metà del suo reddito complessivo, determinato senza far confluire in esso i trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura; se il terreno è ubicato in comune considerato montano (ai sensi della legge n. 31 gennaio 1994, n. 97), il volume di affari derivante da attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve risultare superiore ad un quarto del suo reddito complessivo (il volume d'affari dei soggetti che non presentano la dichiarazione ai fini dell'IVA si presume pari al limite massimo previsto per l'esonero dall'art. 34 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633);
4) in ogni caso non possono essere considerati rurali i fabbricati ad uso abitativo che hanno le caratteristiche delle unità immobiliari urbane appartenenti alle categorie A/1 ed A/8, ovvero le caratteristiche di lusso previste dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969, n. 1072.
Se manca anche uno solo di questi requisiti, l’abitazione non può essere considerata fabbricato rurale. Lo stesso accade nel momento in cui viene meno uno dei requisiti precedentemente esistenti. L’ipotesi più frequente si verifica quando un fabbricato rurale viene acquistato da chi non è agricoltore (per esempio, da chi intende utilizzarlo come seconda casa). In questo caso non è possibile mantenere la qualifica di ruralità.

Compravendita Terreni

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Commenti   

Claudia
0 # DtssaClaudia 2019-04-10 13:44
Buongiorno,
Se compro un terreno agricolo e vorrei vedere se c'e' una porzione edificabile, sa chi posso contattare?
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Pierluigi
0 # PrelazionePierluigi 2018-10-22 17:55
Buonasera, è vero che se un affittuario di un terreno agricolo rinuncia alla prelazione, automaticamente decade ogni diritto altrui alla stessa? Anche da parte di eventuali confinanti con requisiti agricoli, in quanto la prelazione è unica, quindi una volta decaduta non vi sono altri diritti di terze figure? Grazie
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Miguel Angel Boccell
-2 # terreno agricolo-edificabileMiguel Angel Boccell 2018-08-24 11:10
Buon giorno, un'informazione, sto per acquistare un terreno di 2600 mt2 in collina, (diviso in 1300 mts edificabili con tasso edificabilità 0.5 e il restante 1300 mts agricolo, tutto insieme). DOMANDA: quali tasse dovrei pagare e quanto? GRAZIE.
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Sara
+3 # Imposta su D07Sara 2018-08-09 15:00
Buongiorno, devo vendere dei capannoni accatastati in D07 a una piccola propr.contadina. li vendo con un srl, so che sono esenti Iva, ma chi compra che imposte deve pagare? 9% o 1%+3% ?
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Michele
+8 # Acquisto terreno agricoloMichele 2018-02-15 10:07
Salve Mirko
devo acquistare un terreno agricolo nel comune di Andria (BT). Lavoro in un'azienda metalmeccanica e sono proprietario di altri terreni agricoli che conduco regolarmente. Vorrei sapere se c'è la possibilità di versare l'imposta di registro al 9% sul terreno che sto per acquistare.
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provvedi  mario
+2 # cedenteprovvedi mario 2017-11-05 11:51
calcolo valore irpef terreno rivalutato a €.300000
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Silvia
+4 # Atto per acquisto terreno agricoloSilvia 2017-08-20 22:04
Buongiorno, 15 anni fa ho acquistato la mia abitazione con terreno annesso. Le particelle erano due ma il notaio non ha inserito una di esse . Naturalmente io ho pagato l'intero pacchetto cioè casa e terreno confinante. Ora volendo sanare la questione ed essendo il venditore già d'accordo, cosa mi consiglia di fare? Potrei stipulare un atto con prezzo simbolico? E se si questo mi farà diminuire le spese della pratica? Grazie
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Andrea
+3 # InformazioniAndrea 2017-08-10 13:25
Sono un agricoltore IAP e volevo comprare da un fallimento terreni accatastati bosco ceduo,seminativo irriguo ,ma con destinazione estrattivo(cava) ate 32 agricolo speciale. terreni già al 90% escavatori e quindi diventati ora terreno e laghetto ,non è proprio possibile usufruire di tassazione agevolata ppc o per riordino fondiario essendo adiacente all'azienda?
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Mirko M.
+2 # InformazioniMirko M. 2017-08-11 10:30
Salve Andrea.
Grazie per il contributo del suo post.
Rispondo alla sua domanda sulla base di una linea di principio: quasi tutti i terreni si prestano alla coltivazione agricola, ma per molti aspetti assume rilevanza anche la destinazione prevista negli strumenti urbanistici, cioè nei documenti predisposti dagli enti locali territoriali per pianificare l’utilizzo del territorio. La destinazione urbanistica "agricola" risulta fondamentale, per esempio, sia al fine dell’applicazione delle agevolazioni fiscali sull’acquisto dei fondi agricoli, sia nell’ambito dei requisiti previsti per l’esercizio del diritto di prelazione agraria.
Nello specifico, può incaricare un tecnico, se già non l'avesse fatto, a verificare di persona la reale destinazione urbanistica, al di là di come si presentano ad "impressione o a vista" i terreni: questo può servire anche a verificare la congruità delle informazioni contenute nella documentazione immobiliare conservata e pubblicata dal tribunale.
Resto a di sposizione per ulteriori approfondimenti.
A presto. Mirko M.
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Andrea
+3 # RispostaAndrea 2017-08-11 12:55
Grazie della risposta,in effetti la destinazione è estrattiva se non sarà possibile prima, chiederò poi il cambio di destinazione per via della tassazione agevolata comune permettendo
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stefano
+1 # acquisto terreno non edificabilestefano 2017-08-06 16:27
Salve, sarei interessato ad acquistare un terreno agricolo non edificabile da privato e non sono coltivatore diretto. L'iva applicata è al 9%? Mi converrebbe iscrivermi vome coltivatore diretto per risparmiare l'iva e se si, quali requisiti dovrei avere? Grazie
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Mirko M.
+2 # acquisto terreno non edificabileMirko M. 2017-08-08 10:10
Salve Stefano.
Se affronta l'acquisto come "soggetto DIVERSO da coltivatore diretto o IAP" di un "terreno agricolo e relative pertinenze" da un soggetto "privato" (diverso quindi da soggetto passivo d'IVA) provvederà al pagamento dell'imposta di registro nella misura del 15% sul prezzo di compravendita, oltre alle imposte ipotecaria e catastale di importo fisso rispettivamente di Euro 50,00.
Diversamente, affrontando l'acquisto della stessa tipologia di terreno dallo stesso cedente (soggetto "privato"), è sottoposto ad una imposizione fiscale molto diversa se agisce come "Coltivatore diretto o IAP":
- "senza agevolazioni": imposta di registro al 9% sul prezzo di compravendita, oltre alle imposte ipotecaria e catastale di importo fisso rispettivamente di Euro 50,00;
- "con agevolazioni": imposta di registro e ipotecaria di importo fisso rispettivamente di Euro 200,00 e imposta catastale all'1% del prezzo di compravendita.
Per poter accedere alle agevolazioni della piccola proprietà contadina, le ripropongo il contenuto di un post precedente:
Citazione Mirko M.:
Per poter accedere alle agevolazioni della piccola proprietà contadina per la formazione o l’arrotondamento, è necessario essere in possesso di determinati requisiti.
- i SOGGETTI richiedenti devono essere imprenditori agricoli professionali (IAP) e coltivatori diretti (incluse le società agricole) regolarmente iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale. Nel caso dei coltivatori diretti, è importante che i soggetti in questione si dedichino direttamente, abitualmente e manualmente alla coltivazione dei fondi e al governo di bestiame. Inoltre, la forza lavoro del suo nucleo famigliare non deve essere inferiore a 1/3 di quella occorrente per tutte le necessità riguardanti la coltivazione del fondo, l’allevamento del bestiame;
- i FONDI devono essere qualificati come agricoli secondo il piano urbanistico in vigore. Si considerano anche i FABBRICATI RURALI PERTINENZIALI, che abbiano valore strumentale ai fini della coltivazione dei terreni.
L'esistenza di questi requisiti viene dimostrata dai documenti allegati alla richiesta da inoltrare alla Provincia in cui è situato il terreno oggetto di compravendita per il rilascio della certificazione che attesti la qualifica di IAP o coltivatore diretto dell’acquirente e la corrispondenza del fondo a quanto previsto dalla legge 604/54: attestazione di iscrizione INPS nelle rispettive liste, certificato catastale del terreno in acquisto, copia del certificato di attribuzione della partita IVA, autocertificazione composizione familiare o stato di famiglia valido, copia di iscrizione alla CCIAA di riferimento, copia della mappa catastale del terreno in acquisto, certificati catastali di tutti gli immobili già posseduti dal o dai richiedente/i e dai suoi familiari o elenco terreni in atto.
Data la complessità della materia, prima di intraprendere qualsiasi scelta sull'argomento, consigliamo di essere assistiti da un notaio e/o dalle maggiori associazione di rappresentanza dell'agricoltura italiana.

La ringrazio per il suo post.
Mirko M.
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stefano
+4 # graziestefano 2017-08-08 23:49
Grazie mille per la esauriente risposta
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Marco
+3 # PPCMarco 2017-07-12 18:13
Salve,
da cosa dipende il fatto che un coltivatore diretto possa o no usufruire dell'agevolazione P.P.C. ?
Se io mi insediassi come coltivatore diretto (tra l'altro giovane agricoltore perchè sotto i 40 anni) potrei usufruire della P.P.C.?
Grazie
Buona giornata
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Mirko M.
+3 # PPCMirko M. 2017-07-13 12:49
Salve Marco.
Per poter accedere alle agevolazioni della piccola proprietà contadina per la formazione o l’arrotondamento, è necessario essere in possesso di determinati requisiti.
- i SOGGETTI richiedenti devono essere imprenditori agricoli professionali (IAP) e coltivatori diretti (incluse le società agricole) regolarmente iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale. Nel caso dei coltivatori diretti, è importante che i soggetti in questione si dedichino direttamente, abitualmente e manualmente alla coltivazione dei fondi e al governo di bestiame. Inoltre, la forza lavoro del suo nucleo famigliare non deve essere inferiore a 1/3 di quella occorrente per tutte le necessità riguardanti la coltivazione del fondo, l’allevamento del bestiame;
- i FONDI devono essere qualificati come agricoli secondo il piano urbanistico in vigore. Si considerano anche i FABBRICATI RURALI PERTINENZIALI, che abbiano valore strumentale ai fini della coltivazione dei terreni.
L'esistenza di questi requisiti viene dimostrata dai documenti allegati alla richiesta da inoltrare alla Provincia in cui è situato il terreno oggetto di compravendita per il rilascio della certificazione che attesti la qualifica di IAP o coltivatore diretto dell’acquirente e la corrispondenza del fondo a quanto previsto dalla legge 604/54: attestazione di iscrizione INPS nelle rispettive liste, certificato catastale del terreno in acquisto, copia del certificato di attribuzione della partita IVA, autocertificazione composizione familiare o stato di famiglia valido, copia di iscrizione alla CCIAA di riferimento, copia della mappa catastale del terreno in acquisto, certificati catastali di tutti gli immobili già posseduti dal o dai richiedente/i e dai suoi familiari o elenco terreni in atto.
Data la complessità della materia, prima di intraprendere qualsiasi scelta sull'argomento, consigliamo di essere assistiti da un notaio e/o dalle maggiori associazione di rappresentanza dell'agricoltura italiana.
Mirko M.
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Pasquale
+3 # SignPasquale 2017-05-14 10:24
Buongiorno qualcuno sa darmi informazioni? Dovrei comprare un terreno agricolo in zona ASI cioè ampio sviluppo industriale situato in Puglia a Bitonto provincia di bari e mi anno detto che oltre il passaggio di proprietà che si fa dal notaio ce da pagare anche una tassa al comune per l'acquisto in questa zona e vorrei sapere se qualcuno sa indicarmi se è vero e a quando ammonta la cifra da pagare
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Nicola
+2 # acquisto terreno agricoloNicola 2017-05-05 11:44
Buongiorno volevo chiedere se acquistassi 1000mq di terreno agricolo e pagassi la quota fissa di tasse sarei soggetto cmq a futuri accertamenti della AdE? Grazie
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Mirko M.
+3 # acquisto terreno agricoloMirko M. 2017-05-05 12:18
Salve Nicola.
PREMESSA
Le imposte di registro da pagare per l’acquisto di terreni agricoli si applicano sul prezzo concordato tra le parti per la compravendita. L’amministrazione finanziaria può verificare la congruità del valore dichiarato rispetto al valore normale (cioè al valore di mercato) ed eventualmente accertare un maggior valore su cui applicare l'imposta.
>>Oggi non è più previsto alcun limite a questo potere di verifica, come invece avveniva fino al 2006, quando era in vigore il meccanismo noto come “valutazione automatica”, che precludeva l’accertamento di un maggior valore del terreno agricolo quando il prezzo dichiarato era superiore al valore che si otteneva moltiplicando la rendita catastale per i coefficienti stabiliti dalla legge<<.
CONCLUSIONI
Se chi acquista (cessionario) è diverso da Coltivatore Diretto o IAP oppure è un Coltivatore Diretto o IAP senza agevolazioni è soggetto ad una imposta di registro calcolata proporzionalmente (rispettivamente nella misura del 15% e 9%) sul prezzo concordato per la compravendita. Da qui si evince che non può mettersi al riparo da un accertamento pagando una "quota fissa", poichè tutto è legato alla congruità del valore dichiarato rispetto al valore normale (cioè al valore di mercato).
Grazie Nicola per questo suo contributo.
Mirko M.
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Nicola
+1 # acquisto terreno agricoloNicola 2017-05-05 12:40
Bs però si tratta di un piccolo lotto io cmq pago i 1000€ di imposta minima e difficilmente penso riescano a valutare un terreno agricolo a più di 7€/mq per 1000mq. E nel caso ci riuscissero dovrei versare solo la differenza del 15% rispetto al maggior valore vero? Grazie
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Mirko M.
+4 # acquisto terreno agricoloMirko M. 2017-05-05 18:34
Nicola, se lei, ad esempio, è Coltivatore Diretto o IAP senza agevolazioni, l'aliquota applicata è del 9%; a seguito di eventuale accertamento, dovrebbe corrispondere la differenza delle imposte (sempre calcolate con la stessa aliquota) con l'aggiunta di interessi e sanzioni sull'imposta di registro.
Per quanto riguarda il valore agricolo medio, potrebbe consultare l'ultimo bollettino ufficiale della sua Regione di appartenenza, dove potrà trovare il quadro d’insieme dei valori agricoli per tipo di coltura dei terreni compresi nelle singole regioni agrarie delle province della sua Regione validi per l'ultimo anno solare.
Saluti.
Mirko M.
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augusto
+3 # scritture private non autenticateaugusto 2017-03-19 10:15
Salve, vorrei vendere 3 dei terreni agricoli. Si possono fare le scritture private non autenticate con dei testimoni e poi registrarle e trascriverle? in tal caso quali sono le tasse da applicare?
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Mirko M.
+3 # scritture private non autenticateMirko M. 2017-03-21 10:49
Salve Augusto.
Art. 2657 del Codice Civile:
"Titolo per la trascrizione.
La trascrizione non si può eseguire se non in forza di sentenza di atto pubblico o di scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente".
Da ciò deriva che la trascrizione può essere eseguita:
- in forza di sentenza;
- con sottoscrizione auteticata (dal notaio) di atto pubblico e scrittura privata;
- con sottoscrizione accertata giudizialmente di scrittura privata.
Pertanto, sulla base di questa breve analisi, riteniano non possa essere trascritto un atto con le caratteristiche da lei indicate.
Sicuramente il suo quesito pone le basi per una ampia discussione sull'agomento, anche in virtù di recenti iniziative tese a escludere l'intervento notarile negli atti di trasferimento o di costituzione a titolo oneroso di diritti reali immobiliari.
Grazie per il suo contributo.
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Massimo
+8 # Vendita terreno edificabile tra privatiMassimo 2016-04-13 10:43
Salve sto vendendo un terreno come edificabile ad un privato. sul terreno (acquistato nel 1960) è stata fatta la rivalutazione del 4%. sulla plusvalenza che si formerà come dovrò calcolare le tasse visto che mia madre (proprietaria) è casilinga e mio padre pensionato?? Grazie.
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anselmo
+2 # terreno acquistato asta tribuna leanselmo 2016-04-04 06:33
Buongiorno, sto acquistando all'asta un terreno edificabile suddiviso in parte in seminativo e in parte in aree edificabili, tutte inserite nel piano regolatore comunalein zona edificabile. Vorrei sapere quali saranno le imposte Iva sulla parte edificabile 20% e imposta registro sulla parte Agricola? Il soggetto fallito é un immobiliare.
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Mirko M.
+3 # terreno acquistato asta tribuna leMirko M. 2016-04-04 17:13
Salve Anselmo.
  • Il trasferimento avente ad oggetto un terreno NON EDIFICABILE comporta sempre l'applicazione dell'imposta di registro in misura proporzionale, anche se posta in essere da un soggetto passivo IVA, perché non è considerata "cessione di beni" dall'art. 2, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972). Il calcolatore di questo sito potrà aiutarla a simulare il calcolo delle imposte in base alle carattestistiche dell'acquirente: se coltivatore diretto o soggetto diverso da coltivatore diretto e selezionado "terreno agricolo e relative pertinenze".

  • l'atto avente ad oggetto un'area edificabile da parte di un soggetto passivo IVA, invece, determina l'applicazione di quest'ultima imposta con l'aliquota ordinaria del 22%, con la conseguente applicazione dell'imposta di registro in misura fissa (per il principio di alternatività IVA/Registro): imposta di registro Euro 200,00, imposta ipotecaria Euro 200,00, imposta catastale Euro 200,00, Tassa ipotecaria Euro 35,00, Tassa catastale Euro 55,00, Bollo Euro 230.

Seppur queste informazioni siano molto generiche, spero possano essere utili a individuare un "capitolato" delle voci di spesa per...imposte e tasse!
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